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Soggetti in split payment 2026: elenco aggiornato | elenco-soggetti-split-payment-2026
Ultimo aggiornamento: giugno 2026 - Decreto MEF, elenchi pubblicati il 20 giugno 2026 con validità dall'anno in corso
Oltre 20.000 enti pubblici e società controllate rientrano nel perimetro della scissione dei pagamenti. L'elenco soggetti split payment 2026 cambia ogni anno per decreto ministeriale. Sbagliare la qualifica del cliente significa emettere una fattura errata - con conseguenze dirette su IVA, liquidità e compliance. Questo articolo ti dà le categorie ufficiali, le fonti dove verificarle e gli obblighi pratici per chi emette fattura verso la PA.
Cos'è lo split payment e l'elenco 2026
Lo split payment è il meccanismo fiscale con cui l'ente pubblico acquirente versa l'IVA direttamente all'Erario, sottraendola al fornitore. Il regime è attualmente in vigore fino al 30 giugno 2026, prorogato dall'art. 1 co. 89, L. 213/2023.
Scissione dei pagamenti IVA: definizione
Con la scissione dei pagamenti (art. 17-ter, DPR 633/72), il fornitore emette fattura con IVA esposta, ma l'ente pubblico non la corrisponde al cedente. La versa direttamente all'Erario. Il fornitore incassa solo l'imponibile. L'obiettivo è bloccare le frodi IVA: nessun operatore può incassare l'imposta senza versarla.
Il meccanismo riguarda chi è obbligato a sapere se il proprio cliente rientra nei soggetti scissione dei pagamenti - prima di emettere fattura, non dopo.
Per approfondire casi specifici e casi limite, consulta la guida completa allo split payment con esempi pratici.
Scadenza e proroga: valido fino al 30 giugno 2026
Il regime di split payment chi è obbligato a verificare deve saperlo: la proroga in vigore è stata disposta dall'art. 1 co. 89, L. 213/2023 (Legge di Bilancio 2024). La validità è fino al 30 giugno 2026. Oltre tale data, salvo ulteriori proroghe legislative, il meccanismo cessa di applicarsi.
Questo significa che le fatture emesse dopo il 30 giugno 2026 verso enti in elenco potrebbero non richiedere più il codice "S" sull'esigibilità IVA - a meno di interventi normativi. Tieni d'occhio la Gazzetta Ufficiale per eventuali proroghe.
La Legge di Bilancio 2024 ha esteso il regime di scissione dei pagamenti fino al 30 giugno 2026, confermando l'obbligo per tutti i fornitori di verificare l'elenco soggetti split payment 2026 pubblicato dal MEF prima di ogni emissione di fattura verso soggetti pubblici o partecipati.
Chi è nell'elenco split payment 2026
I soggetti inclusi nell'elenco soggetti split payment 2026 appartengono a quattro categorie: Pubbliche Amministrazioni ex art. 1 co. 2 L. 196/2009, fondazioni partecipate dalla PA, società controllate da enti pubblici con fatturato superiore a 800.000 euro, e società quotate nel FTSE MIB di Borsa Italiana. L'elenco completo è pubblicato dal MEF - Dipartimento delle Finanze su finanze.gov.it e viene aggiornato annualmente con decreto ministeriale.
PA ed enti pubblici economici
La prima categoria comprende le amministrazioni pubbliche inserite nell'elenco ISTAT ai sensi dell'art. 1, co. 2, L. 196/2009. Sono inclusi: Stato, ministeri, regioni, province, comuni, camere di commercio, università, ASL e aziende ospedaliere, enti previdenziali pubblici (INPS, INAIL), autorità indipendenti e enti pubblici economici nazionali e locali.
Questa è la categoria più ampia e quella con il minor margine di dubbio: se il cliente è una PA in senso stretto, lo split payment si applica.
L'elenco ISTAT pubblicato ai sensi dell'art. 1 co. 2 L. 196/2009 comprende oltre 10.000 soggetti tra amministrazioni centrali, enti locali e organismi previdenziali, tutti automaticamente soggetti alla scissione dei pagamenti IVA.
Fondazioni e società partecipate dalla PA
La seconda e terza categoria riguardano i soggetti a partecipazione pubblica. Le soglie contano:
Per ogni categoria, il MEF pubblica un elenco separato. Non basta sapere che il cliente è "a partecipazione pubblica": devi verificare se compare nell'elenco specifico per l'anno in corso.
Approfondisci gli obblighi operativi nella sezione dedicata allo split payment per le forniture alla Pubblica Amministrazione.
Società quotate nell'indice FTSE MIB
Le società quotate nell'indice FTSE MIB della Borsa Italiana rientrano nel perimetro indipendentemente dalla quota di partecipazione pubblica. L'elenco è stabile nel tempo ma può variare con le variazioni di composizione dell'indice. Verifica sempre la versione aggiornata pubblicata dal MEF per l'anno in corso.
Il Dipartimento delle Finanze del MEF gestisce quattro elenchi distinti per l'elenco soggetti split payment 2026, ciascuno aggiornato con decreto ministeriale: PA ex L. 196/2009, fondazioni ex L. 205/2017, società controllate ex L. 232/2016 e società quotate FTSE MIB ex art. 17-ter co. 1-quater DPR 633/72.
⚠ Nota redazionale - Gli elenchi MEF per il 2026 sono stati pubblicati con decorrenza dall'inizio dell'anno. Prima di emettere una fattura, verifica sempre la versione più recente sul sito ufficiale del Dipartimento delle Finanze (finanze.gov.it, sezione "Scissione dei pagamenti"). Un ente può entrare o uscire dall'elenco da un anno all'altro.
Obblighi pratici per il fornitore nel 2026
Il fornitore che cede beni o servizi a un soggetto in elenco MEF deve emettere fattura elettronica via SDI con il campo EsigibilitaIVA impostato al valore S e la dicitura "scissione dei pagamenti" nel corpo del documento. L'IVA esposta in fattura non viene incassata dal fornitore: è la PA a versarla direttamente all'Erario tramite F24 o trattenendola dai propri versamenti IVA.
Fattura elettronica: esigibilità IVA S
La fattura elettronica in split payment si trasmette via SDI con questi campi obbligatori:
L'aliquota IVA si espone normalmente (es. 22%). Il fornitore non incassa quella quota: la PA la versa all'Erario tramite F24 o trattenendola dai propri versamenti IVA. Per la procedura completa, vedi come emettere correttamente una fattura PA in split payment.
Esenzioni: reverse charge e casi esclusi
Ci sono casi in cui lo split payment non si applica, anche se il cliente è in elenco:
- Compensi con ritenuta alla fonte (art. 25, DPR 600/73): professionisti con ritenuta d'acconto non applicano lo split payment
- Operazioni esenti IVA (art. 10, DPR 633/72): nessuna IVA da versare, nessuna scissione
- Reverse charge (art. 17, co. 5-6, DPR 633/72): nei subappalti edili il reverse charge ha la precedenza - i due meccanismi non si cumulano
- Operazioni fuori campo IVA: non c'è imposta, non c'è scissione
La regola è semplice: se l'operazione non genera IVA o se c'è già un meccanismo alternativo di versamento (reverse charge, ritenuta), lo split payment non interviene.
Nei subappalti in edilizia, l'Agenzia delle Entrate ha confermato con circolare che l'art. 17 co. 6 DPR 633/72 (reverse charge) prevale sull'art. 17-ter, rendendo inapplicabile la scissione dei pagamenti anche quando il committente è una PA inclusa nell'elenco MEF.
Cash flow e rimborso IVA trimestrale
Il problema concreto per le PMI fornitrici è strutturale: non incassi l'IVA sulle vendite alla PA, ma la paghi sugli acquisti. Il risultato è un credito IVA cronico che immobilizza liquidità.
La soluzione prevista dalla normativa è il rimborso IVA accelerato trimestrale (art. 38-bis, DPR 633/72), da richiedere con il modello IVA TR entro l'ultimo giorno del mese successivo al trimestre.
Se presenti garanzia bancaria o assicurativa, o rientri nei casi di rimborso prioritario, il rimborso arriva entro 3 mesi.
Non è una soluzione perfetta: richiede liquidità di bridge nel frattempo e comporta oneri amministrativi. Ma è lo strumento previsto dalla normativa per chi lavora prevalentemente con la PA.
Split payment 2026 e gare pubbliche
Lo split payment incide sulla formulazione dell'offerta in gara pubblica: conoscere in anticipo se la stazione appaltante è inclusa nell'elenco soggetti split payment 2026 consente di pianificare l'impatto sul cash flow prima ancora di presentare il prezzo. La verifica va effettuata prima del bid, consultando gli elenchi pubblicati su finanze.gov.it, non dopo l'aggiudicazione.
Verificare la stazione appaltante prima di formulare l'offerta
Lo split payment non è solo un problema contabile post-aggiudicazione. Incide sulla tua offerta economica. Se sai già in fase di gara che la stazione appaltante è in elenco MEF, puoi pianificare l'impatto sul cash flow prima ancora di formulare il prezzo.
Un'azienda che scopre solo a fattura emessa di dover applicare lo split payment ha già perso il vantaggio di pianificazione. La verifica va fatta prima del bid, non dopo.
Le stazioni appaltanti soggette a split payment sono censite nell'ANAC BDNCP (Banca Dati Nazionale dei Contratti Pubblici): incrociare questo dato con gli elenchi MEF prima della presentazione dell'offerta riduce il rischio di sottostimare l'impatto finanziario della gara.
Caso d'uso reale - Un fornitore di dispositivi medici con 15 gare/anno aveva il monitoraggio distribuito su 4 portali (MePA, PCP ANAC, portali regionali, Gazzetta Ufficiale). Con Avvista ha consolidato tutto in una dashboard, riducendo il tempo di screening a meno di 30 minuti al giorno - e ha integrato la verifica della stazione appaltante nel processo di valutazione pre-bid, compresa la verifica dello status split payment.
Come Avvista ti mostra il profilo della stazione appaltante prima del bid
Avvista monitora oltre 20.000 fonti tra ANAC BDNCP, MePA, Gazzetta Ufficiale e portali regionali. Per ogni bando rilevato, il modulo DECIDI del piano Pro produce il profilo della stazione appaltante - inclusi dati storici sui ribassi, comportamenti d'acquisto e requisiti ricorrenti. Puoi sapere con chi hai a che fare prima di investire ore nell'offerta.
Lo scoring A-E di Avvista filtra le gare in base alla compatibilità con il tuo profilo aziendale. Le imprese che lo usano riducono il tempo di screening dell'80% - concentrandosi solo sulle opportunità dove hanno reale possibilità di aggiudicazione.
Questo vale anche per la pianificazione finanziaria: sapere in anticipo che la stazione appaltante è soggetta a split payment ti permette di strutturare l'offerta con margini corretti.
La compliance fiscale e la strategia di gara non sono due mondi separati. Chi lavora con la PA deve gestirli insieme - dalla verifica dell'elenco soggetti split payment 2026 alla valutazione del profilo della stazione appaltante.
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FAQ - Domande frequenti sullo split payment 2026
Tutte le pubbliche amministrazioni sono soggette allo split payment?
Sì, tutte le PA inserite nell'elenco ISTAT ai sensi dell'art. 1, co. 2, L. 196/2009 rientrano nel perimetro. Questo include Stato, enti locali, università, ASL, enti previdenziali. La verifica va fatta sull'elenco soggetti split payment 2026 aggiornato, disponibile su finanze.gov.it.
Le società a partecipazione pubblica minoritaria rientrano nello split payment?
No, la partecipazione pubblica minoritaria da sola non è sufficiente. Rientrano nell'elenco le società controllate (partecipazione maggioritaria o controllo di fatto) e quelle con fatturato superiore a €800.000 controllate da enti pubblici. Una partecipazione pubblica del 20-30% non è di per sé sufficiente - verifica sempre l'elenco MEF specifico.
Quando viene aggiornato l'elenco MEF dei soggetti in split payment?
L'elenco viene aggiornato annualmente con decreto ministeriale, tipicamente pubblicato a ottobre-novembre dell'anno precedente con validità dall'1° gennaio dell'anno successivo. Eventuali aggiornamenti infrannuali vengono pubblicati sul sito del Dipartimento delle Finanze.
Come si indica lo split payment nella fattura elettronica?
Nel file XML trasmesso via SDI devi impostare il campo EsigibilitaIVA con il valore S e inserire nel corpo della fattura la dicitura "scissione dei pagamenti". Il tipo documento rimane TD01. L'IVA si espone normalmente con l'aliquota applicabile. Per la procedura completa consulta la guida su come emettere correttamente una fattura PA in split payment.
Aggiornato a giugno 2026.
Domande frequenti
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